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Metodo

Il mio approccio è architecture-first: non significa progettare tutto in anticipo, ma chiarire presto i confini che permettono al sistema di evolvere.


1. Partire dagli Invarianti

Prima delle funzionalità identifico cosa deve restare vero: assunzioni, requisiti minimi, errori inaccettabili e condizioni di correttezza. Quando possibile, questi invarianti vengono documentati, modellati e validati a runtime.


2. Rendere Espliciti i Contratti

Preferisco sistemi in cui interfacce, assunzioni e compatibilità siano verificabili. Questo può avvenire tramite schemi dichiarativi, regole di validazione, runtime contracts o controlli di versione.


3. Estendibilità Senza Caos

Un sistema estendibile non è solo un sistema con plugin. Servono extension point chiari, contesti isolati, validazione dei componenti e prevenzione del coupling nascosto.


4. Fallire Presto e Chiaramente

Un errore deterministico e diagnosticabile è preferibile a una corruzione silenziosa. Questo principio guida il modo in cui progetto validazione, modello degli errori e controlli runtime.


5. Trattare l’Infrastruttura Come Parte del Sistema

Container, deployment, networking, secrets, logging e modello dei permessi non sono dettagli esterni. Fanno parte del modello di esecuzione e della strategia di affidabilità.


6. Preferire la Prevedibilità alle Soluzioni Furbe

Ottimizzo per chiarezza, determinismo e manutenibilità. Un sistema leggermente meno elegante ma più leggibile e debuggabile spesso è una scelta migliore.